Risarcimento diretto
Che cos'è il risarcimento diretto?
Il risarcimento diretto (noto anche come procedura CARD) è la procedura che permette all'automobilista non colpevole, o parzialmente colpevole, di essere risarcito direttamente dalla propria compagnia assicurativa anziché da quella di chi ha causato l'incidente. Si tratta di un sistema introdotto per semplificare la burocrazia e accelerare i tempi di liquidazione dei danni.
Sommario:
Entrato in vigore nel 2007 grazie alla Convenzione CARD (Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto), questo meccanismo ha cambiato radicalmente la gestione dei sinistri stradali. Nel sistema tradizionale (risarcimento ordinario), il danneggiato doveva rivolgere la propria richiesta di indennizzo all'assicurazione della controparte. Con il risarcimento diretto, invece, è la propria compagnia a farsi carico della liquidazione del danno. Sarà poi quest'ultima a "regolare i conti" e farsi rimborsare dall'assicurazione del veicolo responsabile, attraverso un sistema di compensazione interno noto come "stanza di compensazione".
Quando si applica: i requisiti necessari
Per poter usufruire della procedura di indennizzo diretto, il sinistro deve rispettare tassativamente alcune condizioni. La procedura si applica solo se:
- L'incidente coinvolge soltanto due veicoli a motore (auto, moto, furgoni).
- Entrambi i veicoli sono regolarmente assicurati con una RCA valida.
- Entrambi i mezzi sono immatricolati in Italia, nella Repubblica di San Marino o nella Città del Vaticano.
- L'incidente è avvenuto sul territorio italiano, a San Marino o in Vaticano.
Quando NON si applica: le esclusioni
Se manca anche solo uno dei requisiti sopra elencati, il risarcimento diretto non è applicabile e bisogna ricorrere alla procedura ordinaria. Nello specifico, il risarcimento diretto è escluso nei seguenti casi:
- Sinistri con più di due veicoli coinvolti (es. i classici tamponamenti a catena).
- Coinvolgimento di veicoli con targa estera.
- Incidenti che coinvolgono pedoni, ciclisti o monopattini (in quanto veicoli privi di targa e RCA).
- Assenza di scontro materiale tra i due mezzi (ad esempio, se un'auto finisce fuori strada per evitare un altro veicolo che ha invaso la corsia, senza però urtarlo).
- Danni fisici gravi: il risarcimento diretto copre i danni alle cose (il veicolo e gli oggetti trasportati) e le lesioni fisiche di lieve entità del conducente (le cosiddette microlesioni, che rientrano entro il 9% di danno biologico). Per lesioni più gravi (macrolesioni, oltre il 9%), bisogna rivolgersi all'assicurazione del responsabile.
Come funziona e come richiederlo
La procedura si attiva inviando la denuncia di sinistro alla propria compagnia assicurativa, generalmente entro 3 giorni dall'incidente. Lo strumento fondamentale in questa fase è il Modulo CAI (Constatazione Amichevole di Incidente, o "modulo blu"). È essenziale compilarlo in ogni sua parte, descrivendo la dinamica, inserendo i dati dei conducenti e, possibilmente, corredando il tutto con fotografie dei danni. Una volta ricevuta la documentazione, l'assicurazione nominerà un perito incaricato di visionare il veicolo e quantificare l'ammontare del danno da liquidare.
Le tempistiche di rimborso
Uno dei grandi vantaggi del risarcimento diretto risiede nei tempi massimi e certi garantiti per legge. Dalla ricezione della documentazione completa, l'assicurazione deve formulare un'offerta di risarcimento entro:
- 30 giorni per i danni a cose, se il modulo CAI è stato firmato da entrambi i conducenti (doppia firma).
- 60 giorni per i danni a cose, se il modulo CAI è stato firmato da un solo conducente.
- 90 giorni per i danni fisici (lesioni di lieve entità al conducente).
Il passeggero: cosa succede al terzo trasportato?
Una menzione a parte merita chi viaggia a bordo dei mezzi incidentati. Il passeggero (definito in ambito assicurativo "terzo trasportato") gode di una tutela assoluta. In caso di lesioni, il passeggero viene sempre risarcito dalla compagnia del veicolo su cui viaggiava, indipendentemente da chi abbia causato l'incidente (anche in caso di torto totale del proprio conducente).
Domande frequenti
Il risarcimento diretto si applica anche in caso di concorso di colpa?
Sì. La procedura CARD è valida sia quando si ha pienamente ragione (torto zero), sia quando la responsabilità dell'incidente è condivisa (concorso di colpa, ad esempio al 50%). La propria compagnia liquiderà il danno in proporzione alla percentuale di ragione accertata.
Posso scegliere di rifiutare il risarcimento diretto e usare la procedura ordinaria?
Sì. Sebbene il risarcimento diretto sia nato per snellire la burocrazia e rappresenti la procedura più utilizzata, la Corte Costituzionale ha stabilito che è facoltativo e non obbligatorio (Sentenza 180/2009). L'automobilista danneggiato ha sempre il diritto di scegliere se farsi risarcire dalla propria compagnia oppure se percorrere la via tradizionale, chiedendo i danni direttamente all'assicurazione di chi ha provocato l'incidente, a seconda di ciò che ritiene più tutelante per il proprio caso.
Se faccio un incidente con un ciclomotore o una moto, si applica il risarcimento diretto?
Sì, ma con una precisazione: i ciclomotori (i classici "cinquantini") devono essere muniti della nuova targa a sei caratteri introdotta nel 2006. Se il ciclomotore ha ancora il vecchio "targhino" a cinque caratteri (ormai fuori legge ma in rari casi ancora circolante), la procedura di risarcimento diretto non è applicabile.
Cosa succede se faccio un incidente e scopro che l'altro veicolo non è assicurato?
In questo caso il risarcimento diretto non può essere applicato, venendo a mancare il requisito fondamentale della copertura RCA di entrambi i veicoli. Per ottenere il risarcimento dei danni bisognerà attivare la procedura tramite il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, istituito appositamente per tutelare i cittadini coinvolti in sinistri con veicoli non assicurati o non identificati.